Categoria: Medicina e Salute

3 cose da non dire a qualcuno con un disturbo d’ansia

L’esperienza dell’ansia è una parte normale e anche utile della vita. Come esseri umani abbiamo sviluppato la capacità di sentirci ansiosi perché è evolutivamente vantaggiosa. Se rimaniamo calmi di fronte a pericoli, non saremmo sopravvissuto come specie.

Il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un psicologo in presenza di determinati problemi ma non fa neanche male approfondire la tematica attraverso la lettura di testi specifici. L’importante è affidarsi a psicologi che sanno lavorare e sicuramente che sia un psicologo palermo o di qualunque altra città l’importante è il fatto di affidarsi a professionisti di settore.

L’ansia può anche motivare a completare compiti importanti e può servire da indicatore che dobbiamo prestare attenzione a qualcosa nella nostra vita.

Tuttavia, quando l’ansia influenza in modo significativo il nostro funzionamento in più aree della loro vita, stiamo lottando con un disturbo d’ansia. Purtroppo, può essere difficile sapere cosa dire a qualcuno che soffre di ansia.

Quelle che seguono sono quattro cose che non dovreste mai dire a qualcuno che sta lottando con un disturbo d’ansia.

Bisogna calmarsi.

Dire a qualcuno con un disturbo d’ansia di “calmarsi”, è simile a dire a qualcuno con allergie di “smettere di starnutire”. Le malattie mentali non sono una scelta. Nessuno sceglie di sentire livelli di ansia paralizzanti e se la persona fosse in grado di controllare la sua ansia, lo farebbe.

Dire di “calmarsi” sta invalidando la persona che sta lottando e insinuando che stanno decidendo di avere il suo disturbo d’ansia. Invece, potrebbe essere utile chiedere alla persona quando è tranquilla “cosa posso fare per sostenerti?”, piuttosto che aspettare che sia in uno stato di ansia elevata.

Ciò che stai vivendo non è un grave problema.

Qualunque sia il problema che preoccupa quella persona, è chiaramente importante. Non sta a noi determinare cosa dovrebbe costituire un “grave problema” alla persona.

Ancora una volta, questo risale alla percezione errata che i disturbi d’ansia sono una scelta. Alcune persone che stanno lottando potrebbero sapere razionalmente che le loro paure sono improbabili.

Tuttavia, è difficile interrompere quei pensieri ansiosi. Piuttosto che esprimere opinioni su ciò che è fonte di ansia, è utile ascoltare le preoccupazioni di un soggetto ansioso in modo compassionevole ed empatico.

Hai ragione, potrebbe accadere.

Cercate di evitare di dire qualcosa che possa nutrire i timori di un soggetto ansioso. Per esempio, se hai un amico con una fobia di volo, non raccontargli del terribile incidente aereo di cui hai sentito parlare al telegiornale.

Evitando l’uso di affermazioni stigmatizzanti e avvicinando coloro che lottano con i disturbi d’ansia con compassione, puoi aiutarli a sradicare alcune dei pregiudizi associati ad una diagnosi di disturbo mentale.

Gli studi dimostrano che la vergogna e la paura del giudizio sono una delle ragioni che inducono  le persone con malattie mentali ad evitano il trattamento. Questo è il motivo per cui fornire sostegno e compassione a qualcuno che sta lottando con un disturbo d’ansia è così cruciale.

Heather Rayne, ha riassunto come vive un soggetto con un problema di salute mentale dichiarando: “Vivere con ansia o depressione ci fa sentire come qualcuno che cerca di salire da un buco profondo e fangoso con un sacco di sacchetti di sabbia. Tutto sembra molto più difficile, anche alzarsi dal letto al mattino può essere un’impresa monumentale. I compiti più semplici possono essere una sfida temuta: nessuno vuole sentirsi in questo modo”.

prima colazione

Dieta e colazione: l’importanza del primo pasto

La colazione è il primo pasto, nonché il più importante della giornata. “Chi ben comincia è a metà dell’opera”, recita un vecchio detto. E qual’è il miglior modo per cominciare la giornata se non con una sana e ricca colazione? A seconda delle preferenze, la colazione può essere dolce o salata, l’importante è che si assumano tutti i nutrienti nelle dovute proporzioni. Con l’aiuto della tecnologia, reperire una buona colazione è diventato ancora più facile. Ad esempio, è consuetudine diffusa acquistare dolci online attraverso i numerosi portali e-commerce, grazie ai quali è possibile farsi spedire comodamente da casa propria il proprio dessert preferito, oppure regalare una buona colazione per sorprendere amici e parenti.

Fare una sana colazione è un gesto semplice, che aiuta il benessere dell’organismo. Recenti studi scientifici hanno evidenziato una correlazione tra lo stato di salute delle persone con le proprie abitudini di colazione. Dai dati emerge che coloro i quali effettuano una sana e ricca colazione di buon mattino presentano meno possibilità di soffrire per problemi legati all’eccessivo peso corporeo, quali diabete e malattie cardiovascolari.

Sono i più giovani a snobbare la prima colazione, limitandosi ad un caffè al volo prima di uscire fuori di casa. Tra i motivi più frequentemente chiamati in causa vi è l’eccessiva fretta, lo scarso appetito e la cattiva informazione in materia. La credenza sbagliata è che saltare i pasti aiuti a dimagrire, ma facendo così in pochi sanno che si instaurano dei meccanismi che causano il processo inverso.

A conseguenza di ciò si rischia di arrivare già a metà giornata con un forte senso di fame e un vistoso calo di energie, che si ripercuotono sulla propria produttività, a scuola così come nel mondo del lavoro. Bastano pochi e semplici accorgimenti per evitare la sgradevole situazione, mangiando alimenti sani come ad esempio una buona tazza di latte, fette biscottate con un velo di marmellata e un frutto.

olio extravergine d'oliva

Le proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva

Il Sud Italia e la Grecia sono accomunati da un patrimonio eno-gastronomico simile, caratterizzato da prodotti della terra, latticini, pesce e verdure che compongono in massima parte la dieta dell’area del Mediterraneo e che si strutturano intorno alla dieta mediterranea. L’olio pugliese, siciliano, toscano, campano e sardo, nella loro varietà extra vergine, costituisce l’alimento principale della dieta mediterranea, grazie alle sue proprietà organolettiche che lo rendono prodotto d’eccellenza e fortemente consigliato per la salute.

Contro il colesterolo

La presenza di polifenoli e vitamina E, oltre alla composizione tipica degli acidi grassi monoinsaturi che caratterizza l’olio extra vergine d’oliva favorisce l’abbassamento delle soglie di colesterolo cattivo (LDL) e l’aumento delle percentuali di colesterolo positivo (HDL), abbattendo il rischio di ictus del 41%.

Contro il diabete

L’eccesso di grassi costituisce la prima causa di insorgenza di diabete di tipo 2. La composizione tipica dell’extravergine, strutturata su catene di acidi insaturi, non solo non rappresenta alcun pericolo per la salute dell’uomo ma permette persino di ridurre del 30% l’incidenza del diabete.

Pressione arteriosa e circolazione sanguigna

Il consumo regolare di extravergine abbassa la pressione arteriosa, riducendo di un terzo il rischio di infarti. Grazie alla presenza di polifenoli, le cellule che compongono i vasi sanguigni vanno incontro a decadimento più lento e guadagnano una maggior flessibilità, che permette una migliore protezione del sistema cardio-circolatorio. Gli antiossidanti presenti nell’olio, inoltre, riducono sensibilmente il decorso di osteoporosi e artriti.

Antitumorale

L’olio extravergine d’oliva svolge una fondamentale funzione antitumorale, come dimostra una recente ricerca che mette in correlazione utilizzo di extravergine con incidenza del tumore al seno: tale tipologia di cancro, infatti, risulta molto più presente tra le popolazioni del Nord Europa, dove l’alimentazione tipica non prevede l’uso con regolarità dell’olio extravergine di oliva, rispetto alle aree della zona mediterranea.

Aiuto alla digestione

Il consumo equilibrato di extravergine permette una maggiore regolarità nel processo di digestione, prevenendo stitichezza e malattie legate al malfunzionamento del sistema gastro-intestinale e di quello digerente.

Depressione

Consumare olio extra vergine di oliva consente di prevenire la depressione, come attestato da recenti ricerche spagnole.

Capacità cerebrali e invecchiamento cellulare

L’extravergine permette anche un ritardo nell’invecchiamento delle cellule del cervello, ritarda gli effetti dell’alzheimer e aiuta le facoltà mnemoniche e verbali negli anziani e bambini.

Medicina estetica, un nuovo approccio alla cura del corpo

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Le origini della medicina estetica

Ossessionati dalla ricerca dell’elisir di eterna giovinezza, sempre più persone si rivolgono alla chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto fisico. Le richieste crescenti di interventi da parte dei pazienti ha spinto la chirurgia estetica a nuove soluzioni ed è così che è nata la medicina estetica, una nuova branca medica che, a differenza della chirurgia estetica non necessita di preparazione all’ intervento e di sala operatoria né di un lungo recupero nella fase post-operatoria. La chirurgia estetica ha effetti e risultati più duraturi ma naturalmente comporta anche costi nettamente superiori, una importante preparazione all’intervento ed una prolungata degenza post-operatoria.

Le differenze fra la medicina estetica e la chirurgia estetica

A differenza della chirurgia estetica la medicina estetica non utilizza operazioni chirurgiche ma interviene attraverso trattamenti poco invasivi che variano a seconda dell’inestetismo che il paziente vuole combattere.

Negli ultimi tempi sono sempre di più le persone che richiedono ai medici estetici trattamenti soft che li aiutino ad avere un aspetto migliore senza stravolgere i tratti somatici evitando di apparire con un viso artefatto e innaturale.

La medicina estetica propone diversi interventi per migliorare l’aspetto del viso e del corpo, tra cui: la radiofrequenza estetica, i trattamenti laser, i filler e la carbossiterapia.

I trattamenti della medicina estetica

La radiofrequenza per la medicina estetica

La radiofrequenza è una metodologia di ultima generazione utilizzata per compattare il derma e combattere i segni del tempo. I risultati ottenuti sono molto simili a quelli di un intervento chirurgico senza però dover subire un’operazione complicata e dolorosa. In questo caso vengono utilizzate le onde elettromagnetiche che, attraverso specifiche apparecchiature, arrivano negli strati più profondi della pelle sotto forma di calore per stimolare la nuova generazione del collagene. Solitamente è necessaria una seduta alla settimana da ripetere per almeno 8 o 10 volte a seconda delle proprie necessità. Per mantenere gli effetti della radiofrequenza solitamente i cicli devono essere sostenuti per almeno due anni consecutivi.
Il concetto che sta alla base dei filler è l’idratazione profonda. Il trattamento viene eseguito con alcune iniezioni cutanee mediante aghi sottili che immettono in profondità acido ialuronico, vitamine e agglomerati di aminoacidi che reidratano e attivano il rinnovamento delle cellule per un effetto finale naturale e sorprendente. Le rughe sottile sono ridotte notevolmente e la pelle appare subito più luminosa. Le sedute vanno concordate col proprio medico in base ai risultati che si vogliono ottenere e anche in base al tipo di pelle da trattare.

La laserterapia per la medicina estetica

La Laserterapia è un trattamento utilizzato per eliminare le rughe, è particolarmente efficace per il contorno degli occhi, del naso e della bocca. La laserterapia interviene sul derma distruggendo e rimuovendo gli strati di pelle vecchia e facendone crescere di nuova. La laserterapia non è consigliata per chi ha la pelle molto sensibile e non tollera i farmaci e i lubrificanti della pelle. Dopo l’intervento la paelle può apparire arrossata e gonfia, in questo momento bisogna curarla idratandola ed evitando l’esposizione al sole.

La carbossiterapia per la medicina estetica

La carbossiterapia consiste in piccole iniezioni con ago sottile di anidride carbonica per combattere inestetismi cutanei come rughe e cellulite. L’anidride carbonica agisce da un lato sul grasso, riattivando il metabolismo cellulare e gli enzimi capaci di sciogliere e riassorbire i grassi, dall’altro agisce sulla cute aumentando il flusso del sangue e l’ossigenazione dei tessuti che riescono a migliorare l’aspetto della pelle. Le sedute, solitamente, si ripetono una o due volte a settimana ed il loro numero varia in base alla patologia da trattare.

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Formazione continua in sanità e codice deontologico

L’Italia ha attivato, a partire dal 2002, un programma di educazione continua in medicina (ECM) con lo scopo di regolamentare l’obbligo all’aggiornamento imposto ai professionisti del settore sanitario. Tutti gli operatori del comparto,siano medici, infermieri, veterinari, ecc., devono ossequiare alle direttive nazionali che prevedono l’acquisizione di un determinato livello di preparazione nel corso della carriera medico-sanitaria.

Nello specifico

L’obbligo a un aggiornamento costante è già previsto, da sempre, nel codice deontologico dei medici, il quale ha valenza legale a tutti gli effetti e che stabilisce che il medico debba provvedere a mantenere sempre all’avanguardia la propria preparazione tecnico-scientifica, garantendo costantemente il miglior livello di cure per il paziente. Tale imposizione non ha però riferimenti e regolamentazioni specifiche.

Attraverso il programma ECM, il Ministero della Sanità – che ha delegato a partire dal 2008 tale responsabilità all’Agenas – può stilare un piano preciso, misurabile e privo di ambiguità e che si basa sull’erogazione di crediti formativi vincolati alla partecipazione ai corsi.

Chi organizza i corsi

I corsi sono organizzati da enti di vario genere, aziende pubbliche o private, dipartimenti, università, fondazioni, che siano stati accreditati a livello istituzionale all’organizzazione dei corsi e al rilascio dei relativi crediti formativi. Tali organismi sono definiti provider ECM e disciplinano i propri corsi che vengono poi inseriti nel database del portale di Agenas e diventano selezionabili dai diversi operatori, suddivisi per aree tematiche e per riferimenti geografici.

Chi sceglie i corsi

Ogni professionista gestisce in totale autonomia la propria formazione professionale, tenendo sempre in considerazione il proprio ruolo e orientando le scelte verso l’interesse del sistema sanitario nazionale e regionale. I corsi riguardano gli aspetti teorico, pratico e comunicativo-relazionale. La gestione dell’aggiornamento professionale richiede un approccio che tenga anche conto delle responsabilità etiche dell’operatore, chiamato a garantire costantemente i più alti standard conoscitivi, sia dal punto di vista tecnico-pratico che da quello pratico-scientifico.

Doping e campioni: risulta positivo a 79 anni

Di notizie di casi di doping nello sport ne sentiamo, specialmente negli ultimi tempi, tante ma probabilmente quella di Giorgio Maria Bortolozzi ha più impressionato per via della sua età: un tesserato di ben 79 anni risultato in questi giorni positivo al ‘Dhea’.

Il “Dhea” è solo uno dei tanti farmaci in commercio, sia nei negozi fisici che in quelli online come ad esempio il sito eu.basicstero.info che vende una serie di prodotti di settore anche quelli della Bayer Schering Pharma.

Giorgio è un pluricampione con i suoi 3 titoli mondiali e sono diverse le persone nel mondo che si stanno chiedendo se effettivamente a 79 anni può essere interessante e salutare affrontare una gara di atletica.

Putroppo non ci voleva proprio questa faccenda per l’atleta che entra di diritto nella tavola rotonda in concomitanza con altri atleti che hanno macchiato la propria carriera con il doping sportivo.

Già in precedenza altri atleti come Justin Gatlin e LaShawn Merritt erano risultati positivi al “Dhea” la stessa sostanza usata da Giorgio.

Il farmaco non è altro che un precursore del testosterone, in realtà molto usato fino a qualche anna fa ed oggi sempre meno usato. Diciamo che è un farmaco vecchio.

Perchè usare questo prodotto? La risposta è pressocchè banale in quanto il farmaco permette di aumentare la forza fisica di chi ne fa uso e riesce a fargli migliorare e aumentare la resistenza fisica diminuendo la fatica.

Va anche detto che in piccole dosi il testosterone, per via cutanea, viene anche usato in medicina, in particolare in America, per curare i pazienti che lamentano problemi di stanchezza, affaticamento e depressione.

Al di là del motivo per cui se ne fa uso la disciplina sportiva è chiara e non si può fare uso di queste sostanze in quanto, tramite un semplice controllo di urina, si risulta subito positivi.

La positività, in ambito sportivo agonistico, fa scattare subito la sospensione dell’atleta e se conferma dalle controanalisi seguo successivamente la fase di squalifica vera e propria che può anche arrivare ad anni di esclusione.

Anche per il caso di Bortolozzi occorre attendere le contro analisi per capire se si è trattato di un errore oppure no.