Categoria: Medicina e Salute

Thai: il massaggio tradizionale thailandese

Ogni corso di massaggio Bari, Milano o Torino aderisce a una precisa scuola di massaggio, che possiede una propria dottrina e una filosofia distinta e riconoscibile. Tra le discipline più conosciute, un ruolo di primo piano spetta al massaggio tradizionale thailandese, una vera e propria scuola di pensiero nata intorno al V secolo a. C.

Il massaggio thai fu codificato dal medico indiano Shivago Kumar Baj, allievo e amico di Buddha. La postulazione di Kumar Baj fu fortemente influenzata dai dettami delle scuole cinese e indiana, per poi distaccarsi sia dal punto di vista dottrinale e sia sotto quello del metodo.

Il sen e il prana

Secondo la filosofia Thai, il corpo umano è attraversato da circa 72 mila sen, canali di energia nei quali scorre l’energia vitale, il prana. Esistono 10 sen principali che sorreggono tutti gli altri e che traggono tutti origine dall’ombelico. Secondo il Thai, ogni forma di malessere fisico o emotivo è causato dalla contrazione dei sen che, bloccando o ostacolando il prana, impediscono all’energia vitale di raggiungere determinati punti del corpo o dello spirito. Attraverso la manipolazione e la digipressione tipiche del massaggio thailandese, è possibile sciogliere gli accumuli di tensione e le contrazioni, permettendo all’energia di tornare a fluire e di riportare il benessere dell’individuo.

Il massaggio e la medicina

Così come avviene con il Tuina in Cina e con il massaggio ayurvedico in India, il massaggio classico thailandese è parte integrante della medicina nazionale del Paese ed è considerato una terapia fisica in grado di risolvere diverse tipologie di problematiche legate al fisico, alla mente e alla spiritualità dell’individuo.

Secondo i dettami del Thai, il massaggio agisce gradualmente interessando prima i sen più superficiali, raggiungendo poi quelli più profondi e legati a spirito e anima. Per riuscirci, sono utilizzate tecniche di manipolazione diverse che comprendono la pressione, lo sfioramento, la vibrazione e l’impastamento, alternati a seconda della parte del corpo interessata e della predisposizione del ricevente.

I princìpi del sistema HACCP

Con l’acronimo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) si intende un sistema di controlli e misure diretti ad ottenere e mantenere un adeguato livello di igiene e sicurezza nel settore alimentare.

Un insieme di azioni e norme che devono essere seguite e rispettate da tutti quei soggetti che lavorano in questo ambito assai delicato ed importante, quindi a partire dalle società fino ai singoli operatori, siano essi baristi, pasticceri od anche autotrasportatori.

Considerando l’importanza della conoscenza di tali norme e misure, esistono ormai diverse imprese nel settore della sicurezza sul lavoro Roma e ovunque, come può essere nella Capitale la US Group, che forniscono consulenza e servizi per tutto ciò che concerne anche la sicurezza alimentare e il rispetto delle misure HACCP.

In questo sistema esistono dei punti fondamentali, racchiusi in sette princìpi, che devono essere applicati dalle aziende alimentari, diretti in pratica alla salvaguardia di colui che consuma un alimento.

Principio 1 – Individuazione e analisi dei pericoli: serve a prevedere eventuali pericoli riguardo la produzione di un alimento, dalla sua creazione fino al consumo, grazie a diversi controlli. A cui si associa la valutazione della gravità e del tipo di danni che un consumatore può subire;

Principio 2 – Individuazione dei CCP (punti di controllo critici): questi non sono altro che una fase, un punto o una procedura in cui è necessario effettuare un controllo per eliminare, prevenire o limitare al massimo un pericolo. Nel caso di una fase, questa non è altro che uno stadio preciso della produzione o manipolazione di un alimento;

Principio 3 – Definizione dei limiti critici: in pratica stabilire limiti da non oltrepassare, affinché un CCP sia rispettato ed osservato. Per limite critico si intende un valore o parametro che determini la sicurezza di un alimento o prodotto e derivano da leggi o dalle buone pratiche nella lavorazione alimentare;

Principio 4 – Definizione delle procedure di monitoraggio: attuazione di un insieme di azioni e misure per mantenere e non far oltrepassare ai CCP i suddetti limiti critici. Il monitoraggio prevede diversi tipi di controlli: da quelli dei fornitori a quelli inerenti le modalità di conservazione dei prodotti, passando per le condizioni igieniche;

Principio 5 – Definizione e pianificazione di azioni correttive: prevedere le misure da applicare nel caso in cui un CCP abbia oltrepassato i limiti critici e sia fuori controllo. Tra le azioni previste, vi sono anche la correzione della causa da cui è derivato il problema e il miglioramento delle misure di prevenzione;

Principio 6 – Definizione delle procedure di verifica: individuare misure che permettano di controllare che il sistema HACCP sia applicato in maniera efficace. Tale sistema comunque non è rigido, ma flessibile ed aperto ad eventuali cambiamenti o integrazioni;

Principio 7 – Definizione delle procedure di registrazione: predisposizione di documenti o registri che dimostrino l’osservanza delle azioni o misure finora indicate e previste.

3 cose da non dire a qualcuno con un disturbo d’ansia

L’esperienza dell’ansia è una parte normale e anche utile della vita. Come esseri umani abbiamo sviluppato la capacità di sentirci ansiosi perché è evolutivamente vantaggiosa. Se rimaniamo calmi di fronte a pericoli, non saremmo sopravvissuto come specie.

Il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un psicologo in presenza di determinati problemi ma non fa neanche male approfondire la tematica attraverso la lettura di testi specifici. L’importante è affidarsi a psicologi che sanno lavorare e sicuramente che sia un psicologo palermo o di qualunque altra città l’importante è il fatto di affidarsi a professionisti di settore.

L’ansia può anche motivare a completare compiti importanti e può servire da indicatore che dobbiamo prestare attenzione a qualcosa nella nostra vita.

Tuttavia, quando l’ansia influenza in modo significativo il nostro funzionamento in più aree della loro vita, stiamo lottando con un disturbo d’ansia. Purtroppo, può essere difficile sapere cosa dire a qualcuno che soffre di ansia.

Quelle che seguono sono quattro cose che non dovreste mai dire a qualcuno che sta lottando con un disturbo d’ansia.

Bisogna calmarsi.

Dire a qualcuno con un disturbo d’ansia di “calmarsi”, è simile a dire a qualcuno con allergie di “smettere di starnutire”. Le malattie mentali non sono una scelta. Nessuno sceglie di sentire livelli di ansia paralizzanti e se la persona fosse in grado di controllare la sua ansia, lo farebbe.

Dire di “calmarsi” sta invalidando la persona che sta lottando e insinuando che stanno decidendo di avere il suo disturbo d’ansia. Invece, potrebbe essere utile chiedere alla persona quando è tranquilla “cosa posso fare per sostenerti?”, piuttosto che aspettare che sia in uno stato di ansia elevata.

Ciò che stai vivendo non è un grave problema.

Qualunque sia il problema che preoccupa quella persona, è chiaramente importante. Non sta a noi determinare cosa dovrebbe costituire un “grave problema” alla persona.

Ancora una volta, questo risale alla percezione errata che i disturbi d’ansia sono una scelta. Alcune persone che stanno lottando potrebbero sapere razionalmente che le loro paure sono improbabili.

Tuttavia, è difficile interrompere quei pensieri ansiosi. Piuttosto che esprimere opinioni su ciò che è fonte di ansia, è utile ascoltare le preoccupazioni di un soggetto ansioso in modo compassionevole ed empatico.

Hai ragione, potrebbe accadere.

Cercate di evitare di dire qualcosa che possa nutrire i timori di un soggetto ansioso. Per esempio, se hai un amico con una fobia di volo, non raccontargli del terribile incidente aereo di cui hai sentito parlare al telegiornale.

Evitando l’uso di affermazioni stigmatizzanti e avvicinando coloro che lottano con i disturbi d’ansia con compassione, puoi aiutarli a sradicare alcune dei pregiudizi associati ad una diagnosi di disturbo mentale.

Gli studi dimostrano che la vergogna e la paura del giudizio sono una delle ragioni che inducono  le persone con malattie mentali ad evitano il trattamento. Questo è il motivo per cui fornire sostegno e compassione a qualcuno che sta lottando con un disturbo d’ansia è così cruciale.

Heather Rayne, ha riassunto come vive un soggetto con un problema di salute mentale dichiarando: “Vivere con ansia o depressione ci fa sentire come qualcuno che cerca di salire da un buco profondo e fangoso con un sacco di sacchetti di sabbia. Tutto sembra molto più difficile, anche alzarsi dal letto al mattino può essere un’impresa monumentale. I compiti più semplici possono essere una sfida temuta: nessuno vuole sentirsi in questo modo”.

prima colazione

Dieta e colazione: l’importanza del primo pasto

La colazione è il primo pasto, nonché il più importante della giornata. “Chi ben comincia è a metà dell’opera”, recita un vecchio detto. E qual’è il miglior modo per cominciare la giornata se non con una sana e ricca colazione? A seconda delle preferenze, la colazione può essere dolce o salata, l’importante è che si assumano tutti i nutrienti nelle dovute proporzioni. Con l’aiuto della tecnologia, reperire una buona colazione è diventato ancora più facile. Ad esempio, è consuetudine diffusa acquistare dolci online attraverso i numerosi portali e-commerce, grazie ai quali è possibile farsi spedire comodamente da casa propria il proprio dessert preferito, oppure regalare una buona colazione per sorprendere amici e parenti.

Fare una sana colazione è un gesto semplice, che aiuta il benessere dell’organismo. Recenti studi scientifici hanno evidenziato una correlazione tra lo stato di salute delle persone con le proprie abitudini di colazione. Dai dati emerge che coloro i quali effettuano una sana e ricca colazione di buon mattino presentano meno possibilità di soffrire per problemi legati all’eccessivo peso corporeo, quali diabete e malattie cardiovascolari.

Sono i più giovani a snobbare la prima colazione, limitandosi ad un caffè al volo prima di uscire fuori di casa. Tra i motivi più frequentemente chiamati in causa vi è l’eccessiva fretta, lo scarso appetito e la cattiva informazione in materia. La credenza sbagliata è che saltare i pasti aiuti a dimagrire, ma facendo così in pochi sanno che si instaurano dei meccanismi che causano il processo inverso.

A conseguenza di ciò si rischia di arrivare già a metà giornata con un forte senso di fame e un vistoso calo di energie, che si ripercuotono sulla propria produttività, a scuola così come nel mondo del lavoro. Bastano pochi e semplici accorgimenti per evitare la sgradevole situazione, mangiando alimenti sani come ad esempio una buona tazza di latte, fette biscottate con un velo di marmellata e un frutto.

olio extravergine d'oliva

Le proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva

Il Sud Italia e la Grecia sono accomunati da un patrimonio eno-gastronomico simile, caratterizzato da prodotti della terra, latticini, pesce e verdure che compongono in massima parte la dieta dell’area del Mediterraneo e che si strutturano intorno alla dieta mediterranea. L’olio pugliese, siciliano, toscano, campano e sardo, nella loro varietà extra vergine, costituisce l’alimento principale della dieta mediterranea, grazie alle sue proprietà organolettiche che lo rendono prodotto d’eccellenza e fortemente consigliato per la salute.

Contro il colesterolo

La presenza di polifenoli e vitamina E, oltre alla composizione tipica degli acidi grassi monoinsaturi che caratterizza l’olio extra vergine d’oliva favorisce l’abbassamento delle soglie di colesterolo cattivo (LDL) e l’aumento delle percentuali di colesterolo positivo (HDL), abbattendo il rischio di ictus del 41%.

Contro il diabete

L’eccesso di grassi costituisce la prima causa di insorgenza di diabete di tipo 2. La composizione tipica dell’extravergine, strutturata su catene di acidi insaturi, non solo non rappresenta alcun pericolo per la salute dell’uomo ma permette persino di ridurre del 30% l’incidenza del diabete.

Pressione arteriosa e circolazione sanguigna

Il consumo regolare di extravergine abbassa la pressione arteriosa, riducendo di un terzo il rischio di infarti. Grazie alla presenza di polifenoli, le cellule che compongono i vasi sanguigni vanno incontro a decadimento più lento e guadagnano una maggior flessibilità, che permette una migliore protezione del sistema cardio-circolatorio. Gli antiossidanti presenti nell’olio, inoltre, riducono sensibilmente il decorso di osteoporosi e artriti.

Antitumorale

L’olio extravergine d’oliva svolge una fondamentale funzione antitumorale, come dimostra una recente ricerca che mette in correlazione utilizzo di extravergine con incidenza del tumore al seno: tale tipologia di cancro, infatti, risulta molto più presente tra le popolazioni del Nord Europa, dove l’alimentazione tipica non prevede l’uso con regolarità dell’olio extravergine di oliva, rispetto alle aree della zona mediterranea.

Aiuto alla digestione

Il consumo equilibrato di extravergine permette una maggiore regolarità nel processo di digestione, prevenendo stitichezza e malattie legate al malfunzionamento del sistema gastro-intestinale e di quello digerente.

Depressione

Consumare olio extra vergine di oliva consente di prevenire la depressione, come attestato da recenti ricerche spagnole.

Capacità cerebrali e invecchiamento cellulare

L’extravergine permette anche un ritardo nell’invecchiamento delle cellule del cervello, ritarda gli effetti dell’alzheimer e aiuta le facoltà mnemoniche e verbali negli anziani e bambini.

Medicina estetica, un nuovo approccio alla cura del corpo

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Le origini della medicina estetica

Ossessionati dalla ricerca dell’elisir di eterna giovinezza, sempre più persone si rivolgono alla chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto fisico. Le richieste crescenti di interventi da parte dei pazienti ha spinto la chirurgia estetica a nuove soluzioni ed è così che è nata la medicina estetica, una nuova branca medica che, a differenza della chirurgia estetica non necessita di preparazione all’ intervento e di sala operatoria né di un lungo recupero nella fase post-operatoria. La chirurgia estetica ha effetti e risultati più duraturi ma naturalmente comporta anche costi nettamente superiori, una importante preparazione all’intervento ed una prolungata degenza post-operatoria.

Le differenze fra la medicina estetica e la chirurgia estetica

A differenza della chirurgia estetica la medicina estetica non utilizza operazioni chirurgiche ma interviene attraverso trattamenti poco invasivi che variano a seconda dell’inestetismo che il paziente vuole combattere.

Negli ultimi tempi sono sempre di più le persone che richiedono ai medici estetici trattamenti soft che li aiutino ad avere un aspetto migliore senza stravolgere i tratti somatici evitando di apparire con un viso artefatto e innaturale.

La medicina estetica propone diversi interventi per migliorare l’aspetto del viso e del corpo, tra cui: la radiofrequenza estetica, i trattamenti laser, i filler e la carbossiterapia.

I trattamenti della medicina estetica

La radiofrequenza per la medicina estetica

La radiofrequenza è una metodologia di ultima generazione utilizzata per compattare il derma e combattere i segni del tempo. I risultati ottenuti sono molto simili a quelli di un intervento chirurgico senza però dover subire un’operazione complicata e dolorosa. In questo caso vengono utilizzate le onde elettromagnetiche che, attraverso specifiche apparecchiature, arrivano negli strati più profondi della pelle sotto forma di calore per stimolare la nuova generazione del collagene. Solitamente è necessaria una seduta alla settimana da ripetere per almeno 8 o 10 volte a seconda delle proprie necessità. Per mantenere gli effetti della radiofrequenza solitamente i cicli devono essere sostenuti per almeno due anni consecutivi.
Il concetto che sta alla base dei filler è l’idratazione profonda. Il trattamento viene eseguito con alcune iniezioni cutanee mediante aghi sottili che immettono in profondità acido ialuronico, vitamine e agglomerati di aminoacidi che reidratano e attivano il rinnovamento delle cellule per un effetto finale naturale e sorprendente. Le rughe sottile sono ridotte notevolmente e la pelle appare subito più luminosa. Le sedute vanno concordate col proprio medico in base ai risultati che si vogliono ottenere e anche in base al tipo di pelle da trattare.

La laserterapia per la medicina estetica

La Laserterapia è un trattamento utilizzato per eliminare le rughe, è particolarmente efficace per il contorno degli occhi, del naso e della bocca. La laserterapia interviene sul derma distruggendo e rimuovendo gli strati di pelle vecchia e facendone crescere di nuova. La laserterapia non è consigliata per chi ha la pelle molto sensibile e non tollera i farmaci e i lubrificanti della pelle. Dopo l’intervento la paelle può apparire arrossata e gonfia, in questo momento bisogna curarla idratandola ed evitando l’esposizione al sole.

La carbossiterapia per la medicina estetica

La carbossiterapia consiste in piccole iniezioni con ago sottile di anidride carbonica per combattere inestetismi cutanei come rughe e cellulite. L’anidride carbonica agisce da un lato sul grasso, riattivando il metabolismo cellulare e gli enzimi capaci di sciogliere e riassorbire i grassi, dall’altro agisce sulla cute aumentando il flusso del sangue e l’ossigenazione dei tessuti che riescono a migliorare l’aspetto della pelle. Le sedute, solitamente, si ripetono una o due volte a settimana ed il loro numero varia in base alla patologia da trattare.

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