Categoria: Medicina e Salute

Intolleranze alimentari: gli esami che ci aiutano.

Controllare il proprio stato di salute è un’attenzione fondamentale che ogni individuo dovrebbe considerare come una vera e propria priorità. Soprattutto coloro che si rendono conto, con l’andar del tempo, di avere dei sintomi propri delle intolleranze alimentari.

Conoscere quali sono è il primo passo da fare dal momento che i sintomi sono svariati e possono presentarsi in momenti e situazioni differenti.

Proprio per avere la certezza che il problema sia riconducibile alle intolleranze alimentari occorre sottoporsi a degli accurati esami del sangue a Udine o qualsiasi altra città.

Trattando sommariamente quelli che sono i sintomi più diffusi si possono trovare l’alitosi, la stanchezza cronica, la difficoltà di apprendimento e la difficoltà di concentrazione.

Altri fenomeni sono l’ansia e l’insonnia ma anche l’herpes labiale, l’afte e altre problematiche legate alla mucosa orale.

Chi accusa nausee e conati di vomito dovrebbero considerare questi sintomi come segnali di una possibile intolleranza alimentare e, quindi, provvedere a fare degli esami del sangue appropriati.

Altri segnali indicatori sono quelli riconducibili a tensioni addominali, crampi e diffusi dolori nella zona toracica e non vanno sottovalutate vertigini e svenimenti, pruriti in bocca, formicolii, dermatiti, eczemi, gonfiori alla gola e/o alla lingua e altro ancora.

Come si può comprendere, la casistica è così ampia che potenzialmente moltissimi disturbi potrebbero essere originati da una o più intolleranza alimentare che, non è certo, sia sempre di origine naturale. Infatti non è raro il fatto che questa possa essere determinata da alcune sostanze chimiche che sono presenti in cibi e bevande.

Basti pensare, ad esempio, alla caffeina che può essere un ingrediente di cioccolatini, tè e caffè; oppure alle amine presenti in taluni formaggi o, anche, all’istamina che si ritrova nel pesce e in alimenti mal conservati.

In questo caso, l’accumulo di istamina – pur non essendo velenoso – può diventare un problema per le persone che soffrono di una particolare sensibilità nei suoi confronti e che possono, una volta assunta anche inconsapevolmente, accusare senso di nausea, diarrea, vomito, crampi addominali e sfoghi cutanei.

Attraverso le analisi del  sangue è possibile conoscere se si è intolleranti anche ai salicilati, ossia una sostanza naturale presente spesso negli insaporitori, negli additivi, nelle spezie in generale ma anche in molte erbe, ortaggi e frutti e che producono un forte senso di nausea.

benefici olio di oliva

Olio di cocco e olio d’oliva: benefici per la pelle

Un dibattito sempre acceso riguarda gli effetti benefici dell’olio di oliva e dell’olio di cocco sul corpo umano. Quale olio è migliore per la tua pelle? In questo articolo proveremo a fare un confronto tra le due tipologie di olio, analizzando i loro pro e contro.

Valori nutrizionali

Analizzando i valori nutrizionali, sia l’olio di oliva che l’olio di cocco offrono la stessa quantità di calorie. La differenza tra i due sta nella quantità di grassi saturi: 1 cucchiaio di olio di cocco contiene 12 g di grassi saturi, mentre l’olio d’oliva contiene solo 1 g di essi.

Secondo una ricerca dell’American Heart Association, l’assunzione giornaliera di grasso dovrebbe essere compresa tra il 25 e il 35% del consumo giornaliero calorico, e non più del 7% di quello dovrebbe essere grasso saturo. L’olio di cocco fornisce più grassi saturi di quanto il corpo ne necessiti, l’olio di oliva invece contiene più grassi buoni. I grassi monoinsaturi presenti nell’olio di oliva presentano numerosi benefici per il corpo. L’acido oleico, ad esempio, è utile per abbassare la pressione sanguigna e prevenire le malattie cardiovascolari. L’olio di oliva contiene anche antiossidanti naturali come i polifenoli, particolarmente concentrati tra le varietà di olio extravergine italiane, come l’olio extravergine di oliva pugliese. Tutti noi sappiamo l’importanza degli antiossidanti nel trattenere i radicali liberi e proteggere da danni alla pelle, dal cancro e da molte altre malattie.

Benefici dell’olio di cocco:

  1. L’olio di cocco è vantaggioso per la pelle secca. La pelle del viso, delle mani e dei piedi può avere dei benefici grazie agli effetti idratanti dell’olio di cocco.
  2. È anche usato come sostituto per la crema da barba.
  3. L’olio di cocco è uno dei modi più piacevoli per idratare i capelli secchi e asciutti.
  4. L’olio di cocco può anche essere usato per rimuovere il trucco.

Benefici dell’olio di oliva:

  1. I capelli ricci e ricci hanno benefici dall’olio di oliva rispetto all’olio di cocco quando si tratta di idratare.
  2. Può anche essere usato come alternativa alla crema da barba.
  3. L’olio di oliva aiuta a curare piccoli tagli e ferite.

Entrambi gli oli sono considerati meglio nei loro modi unici. Ma è importante capire che la ricerca è ancora in corso per dimostrare le affermazioni. Quindi, prima di utilizzare qualsiasi olio in eccesso, parlare con il medico e scegliere l’olio più adatto alla tua salute.

Thai: il massaggio tradizionale thailandese

Ogni corso di massaggio Bari, Milano o Torino aderisce a una precisa scuola di massaggio, che possiede una propria dottrina e una filosofia distinta e riconoscibile. Tra le discipline più conosciute, un ruolo di primo piano spetta al massaggio tradizionale thailandese, una vera e propria scuola di pensiero nata intorno al V secolo a. C.

Il massaggio thai fu codificato dal medico indiano Shivago Kumar Baj, allievo e amico di Buddha. La postulazione di Kumar Baj fu fortemente influenzata dai dettami delle scuole cinese e indiana, per poi distaccarsi sia dal punto di vista dottrinale e sia sotto quello del metodo.

Il sen e il prana

Secondo la filosofia Thai, il corpo umano è attraversato da circa 72 mila sen, canali di energia nei quali scorre l’energia vitale, il prana. Esistono 10 sen principali che sorreggono tutti gli altri e che traggono tutti origine dall’ombelico. Secondo il Thai, ogni forma di malessere fisico o emotivo è causato dalla contrazione dei sen che, bloccando o ostacolando il prana, impediscono all’energia vitale di raggiungere determinati punti del corpo o dello spirito. Attraverso la manipolazione e la digipressione tipiche del massaggio thailandese, è possibile sciogliere gli accumuli di tensione e le contrazioni, permettendo all’energia di tornare a fluire e di riportare il benessere dell’individuo.

Il massaggio e la medicina

Così come avviene con il Tuina in Cina e con il massaggio ayurvedico in India, il massaggio classico thailandese è parte integrante della medicina nazionale del Paese ed è considerato una terapia fisica in grado di risolvere diverse tipologie di problematiche legate al fisico, alla mente e alla spiritualità dell’individuo.

Secondo i dettami del Thai, il massaggio agisce gradualmente interessando prima i sen più superficiali, raggiungendo poi quelli più profondi e legati a spirito e anima. Per riuscirci, sono utilizzate tecniche di manipolazione diverse che comprendono la pressione, lo sfioramento, la vibrazione e l’impastamento, alternati a seconda della parte del corpo interessata e della predisposizione del ricevente.

I princìpi del sistema HACCP

Con l’acronimo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) si intende un sistema di controlli e misure diretti ad ottenere e mantenere un adeguato livello di igiene e sicurezza nel settore alimentare.

Un insieme di azioni e norme che devono essere seguite e rispettate da tutti quei soggetti che lavorano in questo ambito assai delicato ed importante, quindi a partire dalle società fino ai singoli operatori, siano essi baristi, pasticceri od anche autotrasportatori.

Considerando l’importanza della conoscenza di tali norme e misure, esistono ormai diverse imprese nel settore della sicurezza sul lavoro Roma e ovunque, come può essere nella Capitale la US Group, che forniscono consulenza e servizi per tutto ciò che concerne anche la sicurezza alimentare e il rispetto delle misure HACCP.

In questo sistema esistono dei punti fondamentali, racchiusi in sette princìpi, che devono essere applicati dalle aziende alimentari, diretti in pratica alla salvaguardia di colui che consuma un alimento.

Principio 1 – Individuazione e analisi dei pericoli: serve a prevedere eventuali pericoli riguardo la produzione di un alimento, dalla sua creazione fino al consumo, grazie a diversi controlli. A cui si associa la valutazione della gravità e del tipo di danni che un consumatore può subire;

Principio 2 – Individuazione dei CCP (punti di controllo critici): questi non sono altro che una fase, un punto o una procedura in cui è necessario effettuare un controllo per eliminare, prevenire o limitare al massimo un pericolo. Nel caso di una fase, questa non è altro che uno stadio preciso della produzione o manipolazione di un alimento;

Principio 3 – Definizione dei limiti critici: in pratica stabilire limiti da non oltrepassare, affinché un CCP sia rispettato ed osservato. Per limite critico si intende un valore o parametro che determini la sicurezza di un alimento o prodotto e derivano da leggi o dalle buone pratiche nella lavorazione alimentare;

Principio 4 – Definizione delle procedure di monitoraggio: attuazione di un insieme di azioni e misure per mantenere e non far oltrepassare ai CCP i suddetti limiti critici. Il monitoraggio prevede diversi tipi di controlli: da quelli dei fornitori a quelli inerenti le modalità di conservazione dei prodotti, passando per le condizioni igieniche;

Principio 5 – Definizione e pianificazione di azioni correttive: prevedere le misure da applicare nel caso in cui un CCP abbia oltrepassato i limiti critici e sia fuori controllo. Tra le azioni previste, vi sono anche la correzione della causa da cui è derivato il problema e il miglioramento delle misure di prevenzione;

Principio 6 – Definizione delle procedure di verifica: individuare misure che permettano di controllare che il sistema HACCP sia applicato in maniera efficace. Tale sistema comunque non è rigido, ma flessibile ed aperto ad eventuali cambiamenti o integrazioni;

Principio 7 – Definizione delle procedure di registrazione: predisposizione di documenti o registri che dimostrino l’osservanza delle azioni o misure finora indicate e previste.

3 cose da non dire a qualcuno con un disturbo d’ansia

L’esperienza dell’ansia è una parte normale e anche utile della vita. Come esseri umani abbiamo sviluppato la capacità di sentirci ansiosi perché è evolutivamente vantaggiosa. Se rimaniamo calmi di fronte a pericoli, non saremmo sopravvissuto come specie.

Il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un psicologo in presenza di determinati problemi ma non fa neanche male approfondire la tematica attraverso la lettura di testi specifici. L’importante è affidarsi a psicologi che sanno lavorare e sicuramente che sia un psicologo palermo o di qualunque altra città l’importante è il fatto di affidarsi a professionisti di settore.

L’ansia può anche motivare a completare compiti importanti e può servire da indicatore che dobbiamo prestare attenzione a qualcosa nella nostra vita.

Tuttavia, quando l’ansia influenza in modo significativo il nostro funzionamento in più aree della loro vita, stiamo lottando con un disturbo d’ansia. Purtroppo, può essere difficile sapere cosa dire a qualcuno che soffre di ansia.

Quelle che seguono sono quattro cose che non dovreste mai dire a qualcuno che sta lottando con un disturbo d’ansia.

Bisogna calmarsi.

Dire a qualcuno con un disturbo d’ansia di “calmarsi”, è simile a dire a qualcuno con allergie di “smettere di starnutire”. Le malattie mentali non sono una scelta. Nessuno sceglie di sentire livelli di ansia paralizzanti e se la persona fosse in grado di controllare la sua ansia, lo farebbe.

Dire di “calmarsi” sta invalidando la persona che sta lottando e insinuando che stanno decidendo di avere il suo disturbo d’ansia. Invece, potrebbe essere utile chiedere alla persona quando è tranquilla “cosa posso fare per sostenerti?”, piuttosto che aspettare che sia in uno stato di ansia elevata.

Ciò che stai vivendo non è un grave problema.

Qualunque sia il problema che preoccupa quella persona, è chiaramente importante. Non sta a noi determinare cosa dovrebbe costituire un “grave problema” alla persona.

Ancora una volta, questo risale alla percezione errata che i disturbi d’ansia sono una scelta. Alcune persone che stanno lottando potrebbero sapere razionalmente che le loro paure sono improbabili.

Tuttavia, è difficile interrompere quei pensieri ansiosi. Piuttosto che esprimere opinioni su ciò che è fonte di ansia, è utile ascoltare le preoccupazioni di un soggetto ansioso in modo compassionevole ed empatico.

Hai ragione, potrebbe accadere.

Cercate di evitare di dire qualcosa che possa nutrire i timori di un soggetto ansioso. Per esempio, se hai un amico con una fobia di volo, non raccontargli del terribile incidente aereo di cui hai sentito parlare al telegiornale.

Evitando l’uso di affermazioni stigmatizzanti e avvicinando coloro che lottano con i disturbi d’ansia con compassione, puoi aiutarli a sradicare alcune dei pregiudizi associati ad una diagnosi di disturbo mentale.

Gli studi dimostrano che la vergogna e la paura del giudizio sono una delle ragioni che inducono  le persone con malattie mentali ad evitano il trattamento. Questo è il motivo per cui fornire sostegno e compassione a qualcuno che sta lottando con un disturbo d’ansia è così cruciale.

Heather Rayne, ha riassunto come vive un soggetto con un problema di salute mentale dichiarando: “Vivere con ansia o depressione ci fa sentire come qualcuno che cerca di salire da un buco profondo e fangoso con un sacco di sacchetti di sabbia. Tutto sembra molto più difficile, anche alzarsi dal letto al mattino può essere un’impresa monumentale. I compiti più semplici possono essere una sfida temuta: nessuno vuole sentirsi in questo modo”.

prima colazione

Dieta e colazione: l’importanza del primo pasto

La colazione è il primo pasto, nonché il più importante della giornata. “Chi ben comincia è a metà dell’opera”, recita un vecchio detto. E qual’è il miglior modo per cominciare la giornata se non con una sana e ricca colazione? A seconda delle preferenze, la colazione può essere dolce o salata, l’importante è che si assumano tutti i nutrienti nelle dovute proporzioni. Con l’aiuto della tecnologia, reperire una buona colazione è diventato ancora più facile. Ad esempio, è consuetudine diffusa acquistare dolci online attraverso i numerosi portali e-commerce, grazie ai quali è possibile farsi spedire comodamente da casa propria il proprio dessert preferito, oppure regalare una buona colazione per sorprendere amici e parenti.

Fare una sana colazione è un gesto semplice, che aiuta il benessere dell’organismo. Recenti studi scientifici hanno evidenziato una correlazione tra lo stato di salute delle persone con le proprie abitudini di colazione. Dai dati emerge che coloro i quali effettuano una sana e ricca colazione di buon mattino presentano meno possibilità di soffrire per problemi legati all’eccessivo peso corporeo, quali diabete e malattie cardiovascolari.

Sono i più giovani a snobbare la prima colazione, limitandosi ad un caffè al volo prima di uscire fuori di casa. Tra i motivi più frequentemente chiamati in causa vi è l’eccessiva fretta, lo scarso appetito e la cattiva informazione in materia. La credenza sbagliata è che saltare i pasti aiuti a dimagrire, ma facendo così in pochi sanno che si instaurano dei meccanismi che causano il processo inverso.

A conseguenza di ciò si rischia di arrivare già a metà giornata con un forte senso di fame e un vistoso calo di energie, che si ripercuotono sulla propria produttività, a scuola così come nel mondo del lavoro. Bastano pochi e semplici accorgimenti per evitare la sgradevole situazione, mangiando alimenti sani come ad esempio una buona tazza di latte, fette biscottate con un velo di marmellata e un frutto.