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contachilometri

Comprare un’auto usata: il chilometraggio

Una delle prime cose da fare per chi è alla ricerca di auto usate Lecce, Roma, Bologna ecc. è controllare il numero di chilometri indicati sull’odometro. Sebbene i chilometri percorsi influiscono molto sulla scelta dell’auto, ci sono alcuni importanti dettagli che non puoi permetterti di perdere. La cosa più importante che puoi fare è controllare le condizioni reali dell’auto, indipendentemente dal numero di chilometri percorsi. Una macchina che ha percorso 50 mila chilometri, ma che non ha mai ricevuto attenzioni da parte di un meccanico qualificato, potrebbe essere in condizioni peggiori di una macchina con 80 mila chilometri che è stata controllata periodicamente ogni anno.

I chilometri percorsi non sono tutto

Non tutti i chilometri sono percorsi in maniera uguale. Lo stato di usura del motore dell’auto è legato allo stile di guida del conducente e al tipo di tragitto percorso abitualmente. I motori sono soggetti a maggiore sforzo quando l’automobile viene guidata per le strade congestionate delle città, mentre un’automobile utilizzata per compiere lunghi percorsi su strade dritte, conterà un numero maggiore di chilometri percorsi, ma avrà uno stato di usura del motore e dei freni notevolmente ridotto. Che dire di una macchina piuttosto vecchia, ma con pochissimi chilometri? Questo potrebbe essere sorprendente, ma in realtà i pochi chilometri percorsi non sono un buon segno, che dovrebbe far scattare un primo campanello d’allarme. Appurato che non sia stato manomesso il contachilometri, è molto probabile che il veicolo sia stato guidato per percorsi molto corti, con una conseguente usura eccessiva del motore e dei freni, o peggio ancora che l’auto sia rimasta inutilizzata per un lungo periodo di tempo, un altro dato che non è sintomo di un veicolo sano.

Prima di procedere all’acquisto del veicolo, il nostro consiglio è quello di recarsi dal vostro meccanico di fiducia per un check-up completo dell’auto, in modo tale da poter essere sicuri di acquistare un veicolo in buone condizioni che vi accompagnerà per lungo tempo.

Ciondoli religiosi e mistici e loro significati

Dalle vetrine online di trollbeadsmania.com alle sfavillanti elaborazioni di Swarovski, i ciondoli sono un accessorio fortemente simbolico e in grado di parlare della persona che lo indossa, poiché non è solo un vezzo narcisistico, non sempre, ma può trasformarsi in un elemento distintivo, un simbolo di identificazione e di autodeterminazione. In molti, intrecciano il gusto mondano del pendente con suggestioni più alte, proprie della letteratura filosofica, mistica e religiosa, per comunicare al mondo e a se stessi il proprio modo di vedere le cose.

Yin e Yang

Simbolo tra i più riconosciuti e utilizzati, ma anche fonte di equivoci o, più semplicemente, di scarsa comprensione, lo Yin e Yang è un’evocazione tipica delle filosofie del Taoismo e del Confucianesimo, trasversale a molte altre sottoculture asiatiche. La goccia bianca e nera che si armonizza in un abbraccio tra opposti caratterizzati da un puntino complementare al proprio alter ego è un’icona che in pochi hanno davvero saputo comprendere. Essa esprime la relatività dell’esistenza, in cui tutto ciò che esiste ha senso in funzione del suo contrario: sappiamo cos’è il buio perché conosciamo la luce; fuggiamo la morte perché sappiamo di essere vita; percepiamo freddo perché esiste anche il caldo; e ognuno degli elementi ha già in sé il seme del suo contrario, come la notte si spegne per far sì che torni il giorno.

Croce

La croce si riconduce, nell’immaginario occidentale, all’idea di Cristo e, per estensione, del mondo Cristiano. Ma dietro alla suggestione della croce, in tutti i suoi stilemi, esiste un bacino inesauribile di simbologie più molteplici, sempre immanentemente riguardanti la spiritualità. Il filo conduttore è quello dell’unione, sia essa di corpi, idee, visioni o, i modo più ampio, dell’unione tra uomo e divinità. Comune a tantissime culture, di epoche e di ere più diversificate, con accezioni leggermente dissimili ma mai del tutto distanti.

Sole

Il Sole è la prima forma di divinità mai riconosciuta, fin dalla Preistoria. Al sole si accostano le suggestioni della luce e quelle della ciclicità universale; intorno alla stella del Sistema Solare ruotano narrazioni millenarie che confluiscono nel Dio Egizio Ra e nell’immagine di Gesù Cristo, alimentano religioni politeiste, panteiste e immanentiste, in un unico percettivo che ci ricorda che, in fondo, tutte le religioni si somigliano, almeno un po’.

Triangolo equilatero

Il Triangolo equilatero attinge a un bacino di significazioni enorme, impossibile da descrivere in poche righe. Alla suggestione del triangolo – con gli stessi lati uguali perché evocazione di armonia cosmica – si lega la numerologia del 3, comune a moltissime religioni tra cui, ovviamente, quella cristiana. Il triangolo in Egitto era un simbolo sacro che esprimeva intelligenza, che a sua volta era la forma più elevata di ascendere a una spiritualità più alta. La ricorsività del numero tre è presenta anche nella kabbalah ebraica, nell’esoterismo celtico, nelle mistiche orientali.