Categoria: Servizi

L’affitto delle sale per eventi a Milano: la posizione conta

L’affitto delle sale per feste a Milano è un’opzione molto gettonata, quando l’idea è quella di organizzare un party personalizzato e originale.

In particolare, l’affitto di sale per feste si rende necessario nel caso in cui si voglia  organizzare un evento con un elevato numero di persone, oppure nel caso in cui  si renda necessario personalizzare gli spazi della location e il servizio catering in base al tema della festa.

Infatti, generalmente, i ristoranti o cocktail bar sono adatti ad ospitare piccoli party con un numero ristretto di persone (fino a 25/30 persone al massimo) e non prevedono personalizzazione degli allestimenti oppure del menu, in quanto si è obbligati a servirsi del ristorante interno.

Nel caso di party aziendali, eventi di presentazione, mercatini, dimostrazioni di prodotto o incontri culturali, che prevedano il coinvolgimento di oltre una trentina di persone, è consigliabile optare per un evento “personalizzabile” in sale feste da affittare per l’occasione.

Una festa “a misura” delle esigenze specifiche di chi la organizza consente la personalizzazione degli spazi (spazio per presentazioni con proiettore oppure spazio per buffet) e dell’intrattenimento dell’evento, partendo dall’animazione fino ad arrivare al catering.

 La posizione conta. Come scegliere le sale feste migliori della città

Milano è una città colta, vivace, moderna con un calendario di eventi sempre fitto ed interessante. Per questo motivo è fondamentale pianificare in anticipo l’organizzazione del proprio evento in città, sia che si tratti di un party aziendale che di un concerto di beneficenza.

Una volta stabilita la necessità dell’affitto di sale per feste, in alternativa alla prenotazione di locali aperti al pubblico, bisogna valutare un aspetto strategico di grande importanza per la riuscita dell’evento, la posizione dei locali.

Una festa ben riuscita è infatti una festa che, oltre ad essere perfettamente organizzata da professionisti del settore, è raggiungibile in modo agevole dagli invitati oppure dal bacino di utenza interessata.

Nel caso di eventi culturali pubblici o privati che mirano a coinvolgere un numero di persone più o meno vicino alle duecento unità, l’input è quello di preferire sale feste al centro di Milano.

Questa scelta è motivata dal fatto che i partecipanti potranno spostarsi agevolmente con i mezzi pubblici per raggiungere il party, senza creare nessun problema al traffico o all’ordine pubblico (pensiamo ai parcheggi). Viceversa, quando l’evento assume una connotazione di pubblico più ampia, ad esempio le fiere che movimentano migliaia di persone, la strategia migliore è quella di scegliere uno spazio eventi periferico, fuori dal centro cittadino, raggiungibile con mezzi pubblici o privati.

La posizione delle sale per feste a Milano è importante non solo per assicurarsi una facile raggiungibilità del pubblico invitato, ma anche per una questione legata all’esclusività e al glamour che si vuole conferire all’evento.

Per eventi come sfilate di moda, concerti di beneficenza, party aziendali esclusivi, la location più indicata è quella in posizione centrale, ben collegata alla stazione centrale ed immersa nel tessuto urbano e storico della città di Milano.

Il piano di marketing fieristico

Ogni azienda deve avere un piano di azione per sviluppare il proprio business, ogni attività che viene svolta deve seguire un piano specifico pensato ed elaborato per quel lavoro o intenzione specifica.

In pratica ogni azienda deve sviluppare un proprio piano di business al cui interno deve poi creare dei “figli” minori che vadano a rappresentare e identificare nel dettaglio le azioni da compiere per le diverse attività dell’azienda stessa.

In questi “figli” rientra sicuramente il piano di marketing fieristico ovvero il progetto dalla A alla Z che permette ad una qualsiasi azienda di partecipare efficacemente e con successo ad una fiera di settore, ad una manifestazione oppure ad un evento che possa permettere di sviluppare il proprio business.

Il piano di marketing fieristico è suddiviso in 3 fasi temporali collegate tra loro che si evolvono una in sequenza con l’altra, queste fasi rappresentano tutto il processo del piano di azione:

  • Prima dell’evento
  • Durante l’evento
  • Dopo l’evento

All’interno di ognuna di queste fasi si possono sviluppare dei micro piani di azione che specificano e dettagliano ogni attività da svolgere.

Prima dell’evento

E’ la fase organizzativa e progettuale, è qui che si mettono le basi per il successo, si vanno a definire tutti gli elementi del piano che poi verranno concretizzati ed utilizzati nelle altre due fasi.

Di questa prima fase fanno parte la definizione degli obiettivi da raggiungere, le persone dello staff da coinvolgere, il progetto dello stand per la fiera, il materiale di comunicazione da utilizzare, il messaggio da trasmettere, la formazione di tutto lo staff, la definizione di tutti i costi, la creazione delle schede cliente, la progettazione delle fasi operative.

Durante l’evento

E’ la fase in cui tutto il progetto definito nella prima fase viene concretizzato, montaggio dello stand in fiera, presenza dell’azienda in fiera, comunicazione ed interazione con il potenziale cliente, la raccolta dei dati, la distribuzione del materiale aziendale, tutto deve essere progettato e messo in atto secondo un piano specifico.

Dopo l’evento

Se la prima fase è il momento in cui si gettano le basi per sviluppare il proprio business, l’ultima fase al termine dell’evento è quella in cui si concretizza tutto lo sforzo profuso.

Si utilizzano tutti i dati dei prospect raccolti per profilare, progettare e realizzare un piano di azione specifico per ricontattare i potenziali clienti ed andare ad acquisire nuovi clienti per l’azienda.

Queste tre fasi fanno parte del piano di marketing fieristico che ogni azienda deve avere se vuole partecipare con successo ad una fiera, ma anche un evento o manifestazione specifica dove sia necessaria la presenza fisica e l’interazione con il pubblico.

Le aziende che non pianificano sono destinate a fallire o comunque ad utilizzare solo una parte del potenziale che una fiera di settore può offrire loro, il piano di marketing fieristico aiuta a superare tutti gli ostacoli ed a porsi in una situazione di vantaggio rispetto alla propria concorrenza.

Installazione siti web, le piattaforme CMS più popolari

Eleggere il proprio Content Management System, quando si organizza un sito, non è faccenda da poco. Ecco una breve guida per orientarsi meglio.

Quando si parla di installazione di siti web secondo Giga.it c’è un aspetto che non va assolutamente trascurato: la scelta del CMS, ossia il Content Management System, vale a dire quel programma che permette una gestione più agevole dei dati già presenti e di quelli da inserire.

Una maniera pratica e alquanto semplice per creare e aggiornare la vostra “finestra” su Internet. Ci sono tante opzioni a tal proposito. Di seguito proviamo quantomeno a illustrarvi le caratteristiche delle principali.

WordPress, il più famoso

Se puntate a costruire il vostro blog da cima a fondo, WordPress offre diverse soluzioni efficaci, anche perché è provvisto di un’area apposita per amministrare autonomamente i contenuti, anche per categorie (il che semplifica le operazioni).

Fra le numerose frecce al suo arco, la possibilità di ampliare le funzioni a disposizione attraverso l’uso di plugin e la conveniente opportunità di compilare pagine e documenti attraverso template.

Per quanto riguarda gli “addobbi”, ce ne sono a migliaia: basta armarsi di pazienza e decidere qual è il più adatto alle proprie esigenze. In più, il fatto che gli URL continuino a essere reperibili facilita le indicizzazioni (in questo aiutano pure i meta-tag).

E ancora: utilizzo dei comodi sistemi automatici Pingback e Trackback, visualizzazione e formattazione degli articoli mediante WYSIWYG (What You See Is What You Get), un supporto che dà accesso a più persone per inserire i propri post e realizza qualche pagina “statica”.

Sul piano dei monitoraggi, per i visitatori c’è un log e quelli poco graditi possono essere bloccati.

Joomla!, il temibile avversario

Fra le varie alternative, Joomla! si sta affermando sempre di più nel campo dei CMS richiesti per l’installazione di siti web.

Grazie alle funzionalità delle sue aree amministrative, consente di allestire un portale completo (e, in particolare, un blog), servendosi di uno dei 25 sfondi grafici a disposizione, una rosa che potenzia ulteriormente le facoltà di personalizzazione di cui questo marchio si vanta. È dotato di caching, un server che migliora le prestazioni, e di feeding RSS, che veicola lo scambio di informazioni.

Potete esportare le pagine in PDF, oppure stamparle; inoltre, avrete modo di effettuare dei sondaggi, se vi interessa.

OsCommerce, per vendere meglio

Se il vostro scopo è quello di mettere su una vera e propria bottega virtuale, OsCommerce si addice maggiormente ai vostri bisogni. L’ideale per gestire ordini e clienti e usare strumenti come il “carrello per la spesa” (permanente o temporaneo) e i cataloghi (dove il numero di prodotti e categorie da organizzare è senza limiti).

La piattaforma offre un supporto in più lingue e l’upload telematico delle immagini da abbinare agli articoli. Non è un ostacolo il pagamento – tramite qualsiasi tipo di carta – in valuta straniera (e le spese di spedizione e le tasse possono essere applicate secondo la collocazione geografica), né ci sono problemi per avviare un restore o un backup della banca dati.

Drupal, per i professionisti

Se siete un po’ più smaliziati in campo informatico, Drupal si candida a essere il vostro CMS. Predilige un approccio modulare, ed è meglio avere una buona esperienza con strutture più semplici prima di approcciarlo, sì da non incontrare difficoltà quando vi troverete ad aggiungere, ritoccare, selezionare, ordinare i contenuti e gli eventuali commenti.

Con questo management system riuscirete a promuovere forum, inchieste, ricerche, statistiche, identificare le tipologie di utenti. Inoltre questi ultimi potranno comunicare fra loro e con gli amministratori e innescare perfino progetti collettivi.

Ideare dei menu stratificati in base alla navigazione non comporterà alcun impegno, parimenti all’introduzione di modifiche già preparate. Anche qui sono contemplati vantaggi come il multilinguismo dell’interfaccia e l’agile feeding RSS (che fa “dialogare” addirittura con altri websites).

Come se non bastasse, visitatori e gruppi sono velocemente registrabili, con tanto di permessi; analogamente, a partire da indirizzi IP, e-mail o nomi, qualcuno è bloccabile. Per ridurre la mole di lavoro ecco il caching e il throttling, che interviene per evitare surriscaldamenti, mentre per la sicurezza esistono i filtri.

phpBB, per gli esigenti

Nel caso in cui puntiate a risultati rimarchevoli ma meno settoriali, dovete considerare phpBB, che è adatto soprattutto ai forum (e agli illimitati sotto-forum) di un certo livello, proposti in molti comparti.

L’amministrazione è automatica, la grafica variabile a seconda dei gusti (le possibilità sono 15, ma si possono scaricare centinaia e centinaia di temi in più).

Fra le dotazioni, la coda di moderazione (per regolare spam e simili), l’accessorio Friends and Foes (che per l’appunto distingue gli “amici” dai “nemici”, peraltro temporaneamente “bandibili”), topics (eliminabili anche da chi li mette), notazioni, avvisi e post segnalabili e richiamabili, visibilità delle bozze, flessibilità delle licenze.

Avete mai usato uno di questi CMS?

Dolci a domicilio: la nuova frontiera tra web e cucina

L’espansione del comparto e-commerce continua a interessare nuovi reparti merceologici, arrivando a comprendere settori che in molti pensavano non potessero essere riguardati dalle logiche della digitalizzazione.

il mondo dei fornelli, parallelamente, sta conoscendo il vertice massimo di popolarità, veicolato da numerosissimi programmi in tv, siti web, tutorial su YouTube, Talent Show. In particolare, il settore dolciario si è consacrato al pubblico come una disciplina che non è mera espressione di un prodotto ma, piuttosto, un’attività che coniuga gusto, creatività, estro, arte persino.

L’e-commerce del dolciario

Estensione ulteriore e punto di incontro fra strumenti del web e passione del pubblico, negli ultimi tempi è nato e si è diffuso a macchia d’olio un nuovo servizio, quello che permette la consegna di dolci e torte a domicilio, attraverso specifiche piattaforme web. Il funzionamento è semplice e intuitivo: tali portali si avvalgono della collaborazione con diverse pasticceria distribuite in tutto il territorio nazionale. Ogni utente può, completata l’iscrizione, selezionare il dolce che preferisce, inserire data, orario e luogo di consegna e completare il pagamento. Il servizio può essere eseguito anche in poche ore, rappresentando una soluzione pratica per feste improvvisate o per sopperire alle dimenticanze dei più smemorati.

Una soluzione per chi è lontano

Oltre che per la gente distratta o troppo occupata, il servizio è pensato per le persone che vivono lontano dai propri cari e che cercano un modo per far sentire ugualmente la propria presenza. Non a caso, diversi portali offrono la possibilità di spedire, insieme alla torta o al dessert selezionato, anche un piccolo o grande dono: si va da un bouquet di fiori a peluche, passando per gioielli e omaggi romantici di diversi genere, grandezza e fascia di prezzo.

Il servizio non si pone come un modello alternativo di pasticceria orientato a cambiare l’approccio verso il cliente bensì come una soluzione integrata che le stesse pasticcerie mettono a disposizione, così che esse possano ampliare i propri affari mentre i clienti possono contare su un’offerta più completa e in grado di rispondere alle proprie esigenze.

baratto servizi media barter

Media barter: l’ultima frontiera del costo zero

Spesso ci si chiede come una qualunque attività possa gestire al meglio la propria giacenza di magazzino, o del proprio invenduto, senza rimetterci parzialmente o, addirittura, perderci irrimediabilmente.

Per molte realtà commerciali, nel corso della storia, si è avvertita l’esigenza di ammortizzare i costi delle merci che restavano invendute per via della scarsa liquidità grave; a disposizione dei compratori a seguito delle crisi economiche susseguite ad intervalli più o meno regolari, basti pensare alla grave crisi del ’29 (per parlare di tempi un po’piú remoti) oppure alla crisi mondiale scatenata dalla bolla speculativa della banca Lehmans Brother (per tornare a tempi più recenti).

Esigenze e difficoltà economiche sono alla base del modus operandi di quasi tutti quasi tutte le attività commerciali. Per ovviare a tale problema, sorto inizialmente negli Stati Uniti d’America una quarantina di anni fa, molti sono stati i tentativi operati, ma alla fine il “barter” ha avuto la meglio, quanto ad efficacia e immediatezza. Il mondo del web, con il moltiplicarsi della “social life”, come evoluzione della vendita tradizionale, si è trovato, a sua volta, a fare i conti con questo problema che risulta essere non di poco conto.

La soluzione è stata trova ta proponendo, in chiave moderna, quello che è il concetto di “baratto” in cambio di pubblicità, riconducendosi proprio alla soluzione americana. Il “media barter” si fonda su un principio relativamente semplice: un’azienda potrebbe avere esigenza o necessità (molto più probabilmente) di pianificare una campagna pubblicitaria, ma è purtroppo consopavole di avere già esaurito il proprio budget pubblicitario in risorse liquide per quel periodo o per quel determinato prodotto.

Il pagamento in “baratto” con le proprie merci, servizi o buoni spesa potrebbe, quindi, rappresentare la soluzione ideale per non precludere un’attività di comunicazione indispensabile per il raggiungimento dei propri obiettivi aziendali.

La dinamica è analogamente molto semplice: la stessa azienda vende così i suoi prodotti (beni di largo consumo, abbigliamento, gadgets, automobili, elettrodomestici, ecc.) ad una barater company che, in cambio organizza e acquista pubblicità con un valore pari alla merce ceduta.

Il media barter consiste dunque in una vera e propria forma di baratto, in cui raramente vengono contemplate liquidità come risorse economiche. Diventa così di immediata utilità l’adozione, da parte delle aziende, di un metodo rapido e proficuo in termini di tempo nel non far perdere valore commerciale alla propria merce.

Naturalmente non sempre il media barter risulta soddisfacente per le parti coinvolte, può dunque non verificarsi la realizzazione di una compensazione totale del media barter; in questi casi, quando, oltre allo scambio (alla pari) di merci (barter), c’è anche un movimento finanziario (conguaglio a favore di una delle parti) tra le media Agency, allora si può parlare di media barter a compensazione parziale.

Come per le attività tradizionali, anche per le barter company, esistono degli operatori che si occupano dei rapporti tra le attività e delle dinamiche innescate dal media barter, si tratta di veri e propri mediatori finanziari ed esperti del settore chiamati in causa per tenere in equilibrio i vari aspetti economici e controllare le conseguenze nelle voci di bilancio di esercizio generate dagli scambi operati.

Generalmente, i rapporti instaurati a seguito di media barter tra le attività, sono protetti da una sorta di assicurazione che prevede garanzie in caso di eventuali insolvenze e/o disguidi relativi alla finalizzazione del “baratto”.

Tuttavia, queste coperture assicurative richiedono dei costi che, seppur marginali, costituiscono bilancio e dunque rappresentano dei costi vivi che, in contrasto con il concetto di baratto, andrebbero a vanificare l’essenza dello stesso. Pertanto si opta per un barter fondato sul concetto di correttezza e buon senso delle parti. Entrando nel circuito barter una azienda può contare su svariati vantaggi.

Finanziario: le favorevoli modalità di pagamento in compensazione diminuiscono l’esposizione finanziaria senza dover rinunciare ai propri livelli di produttività. Business: avviare nuove partnership con altre aziende appartenenti al circuito. Commerciali: acquisire nuovi clienti e conoscere ulteriori possibili fornitori, appartenenti al circuito. Marketing: aumento di visibilità tramiete iniziative promozionali (sito istituzionale, newslet ter, eventi…) e tramite pianificazioni media.

Come pulire una piscina trascurata da molto tempo?

Con il sopraggiungere della stagione estiva, i mesi di chiusura delle piscine interrate hanno, di solito, portato una serie di problematiche all’interno della vasca. Lo sviluppo di alghe, e il sedimento di foglie e/o polvere, hanno probabilmente reso sporca e maleodorante l’acqua presente all’interno della piscina. Per farla tornare in condizioni perfette è necessario eseguire un’operazione di pulizia completa, e, in seguito, di ripristino del livello del cloro e del ph.

I prodotti per le piscine, che l’azienda Sicily Pool utilizza da sempre nella costruzione delle piscine Giarre, sono la principale difesa contro l’insorgere delle alghe e dell’opacizzazione dell’acqua. Verificando che il livello dei prodotti chimici sia equilibrato e costante per tutta la durata della stagione estiva, si ha la certezza di nuotare in un’ottima acqua.

Oltre a utilizzare questi prodotti, è buona cosa acquistare uno skimmer, che vi permette di rimuovere dalla superficie dell’acqua foglie e insetti. In questo modo, si evita di fare arrivare al filtro principale tutta una serie d’impurità che con il tempo possono intasare il sistema.

vendita piscine a giarre

Dopo aver pulito la superficie dell’acqua si può pulire il filtro della piscina. Il modo più veloce, e pratico, per farlo è quello di usare un tubo da giardino. Se avete effettuato con cura le pulizie di chiusura non dovreste impiegare molto.

 

Il prossimo passo da compiere è quello di pulire l’acqua all’interno della piscina. Operazione molto semplice, visto che vi basterà mettere in funzione il filtro appena pulito. A seconda delle dimensione della vostra piscina l’operazione può essere più o meno lunga. Controllata di tanto in tanto il filtro, potreste doverlo ripulire se l’acqua è particolarmente sporca.

L’ultima importante operazione di pulizia è quella del fondo della piscina. Per portare a termine questa operazione si possono utilizzare diversi apparecchi: spazzole aspirafango, kit per l’spirazione del fondo piscina, robot automatici. Ogni sistema ha i suoi pregi e difetti.

Quando avrete effettuato tutte queste operazioni potrete passare al ripristino del livello del cloro, e del ph, dell’acqua presente nella piscina.
In commercio si possono trovare molti prodotti, ma, per semplicità, vi consigliamo di acquistare un prodotto specifico per la riapertura delle piscine. Questi prodotti, vista la potenza degli elementi che li compongono, sono in grado di disinfettare l’acqua della piscina che, essendo rimasta ferma per molto tempo, avrà dei valori di ph, e cloro, totalmente squilibrati.
Una volta che avrete eseguito tutte queste procedure la vostra piscina sarà pronte per essere utilizzata. Ricordate che la pulizia di apertura di una piscina è un’operazione importante non solo per pochi giorni, ma per tutto il periodo di tempo in cui la userete.