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Salento low cost: come risparmiare durante la vacanza

Ormai da diversi anni, tra luglio e agosto tutti gli hotel, i b&b e le case vacanze nel Salento presentano costi vertiginosi, frutto di una domanda in continua ascesa da anni. Il Tacco d’Italia è diventato una meta tra le più ambite, con conseguente aumento generale dei prezzi, sotto tutti i punti di vista. D’altra parte, però, riuscire a tagliare i costi e godersi ugualmente una vacanza degna di essere ricordata non è una missione impossibile, basta usare accortezza e razionalità in ciò che si fa. Ecco una mini-guida su come viaggiare in Salento a basso costo.

Pernottamento: lontano dalla costa

Inevitabilmente, più ci si avvicina alle location di maggiore appeal e più salgono i prezzi del pernottamento. Il Salento non è così vasto e basta un mezzo proprio o a noleggio per spostarsi con facilità. Per questo, il modo migliore per abbattere gli esborsi è allontanarsi dalla mete più note. Gallipoli, Otranto, Castro, Santa Cesarea Terme sono località privilegiate, ma basta muovere di pochi chilometri verso l‘entroterra per prenotare comodi appartamenti da dividere con gli amici a cifre ben più abbordabili.

Mangiare: scegliere con cura

Se avete in programma di mangiare pesce fresco sul lungomare o nel centro storico di Lecce, inevitabilmente spenderete una bella cifretta. Se il cibo non rappresenta una priorità massima, in Salento la rosticceria – calzoni, rustici, pizze al taglio, ecc- – richiede un esborso minimo e, con una spesa compresa fra i 3 e i 5 euro, è possibile sfamarsi e dissetarsi abbondantemente, e con gusto. I supermercati, poi, sono soliti offrire il servizio di preparazione panini, con affettati freschi e saporiti, per cifre inferiori ai 2 euro.

La sera: tante alternative gratuite

Ci sono eventi da 20, 30 e 40 euro, altri completamente gratuiti. Se pensate che il divertimento sia proporzionale alla spesa, forse fate prima a rinunciare alla partenza perché sulla costa adriatica, tra San Foca e Torre Sant’Andrea, il litorale offre una serie di lidi sulla spiaggia che, a turno, offrono splendide serate in musica, prese d’assalto dai giovani, e senza spendere un solo euro per l’ingresso.

Vacanza in Salento d’inverno: perché no?

Non solo mare e vita notturna, il Salento sa essere molto altro. Ecco perché non disdegnare una visita al Tacco d’Italia nella stagione fredda.

D’accordo, l’associazione di idee Salento – mare è piuttosto immediata e, nell’immaginario comune, anche inevitabile. Eppure, la terra più orientale d’Italia sa essere molto di più. Ecco alcuni motivi per prenotare un b&b con piscina in Salento anche lontano dalla bella stagione, scoprendo un volto differente del Tacco d’Italia.

Perché è ricca di arte

Ragione numero 1 per visitare il Salento in inverno: perché è un territorio ricco di arte. Inevitabile riferirsi, prima di tutto, al barocco locale, che trae linfa dall’eccellente malleabilità della pietra leccese per decorare e valorizzare al massimo borghi, centri storici e vie di passeggio. Non solo Lecce, con le sue Basilica di Santa Croce, il Duomo e Sant’Irene, ma anche l’imponenza della Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli e le meraviglie delle stradine di Specchia, Galatina, Otranto o Presicce.

Perché ha una storia millenaria

Il Salento è stato abitato da civiltà nomadi fin dal 3.000-2.500 a.C., quando tribù messapiche provenienti per lo più dal Vicino Oriente e dai Balcani si stabilivano tra le campagne del Salento. La loro eredità si è tradotta in antichissimi dolmen e menhir, che rivestono il perimetro della fascia più meridionale e donano mistero esoterico alla regione.

Perché senza calca è tutto più bello

Sì, è vero: nel periodo estivo ci sono più eventi, più gente, più occasioni di fare conoscenza e di divertirsi. Ma, a onor del vero, c’è anche più confusione, i locali sono presi d’assalto, la fregatura per il turista è sempre dietro l’angolo. Il risultato è che ne può uscire fuori un soggiorno fatto di stress, sovrapprezzi e superficialità.

Provate, invece, a camminare per le vie del centro di Lecce quando le settimane più calde sono andate agli archivi, e ogni via si concede con semplicità, i ristornati vi accolgono più facilmente e degustare un pasticciotto – caldo e ben conservato – non richiede un’impresa eroica alla cassa. Poi, magari, fate un confronto su tutto e giudicate se ne è valsa la pena.