Alla base del sistema agrituristico di Otranto

Il turismo rurale a Otranto è, per un certo verso, naturale conseguenza di una serie di fattori e dinamiche sociali ed economiche manifestatisi sia a livello nazionale che a un livello più geograficamente circoscritto.

L’agro turismo è un format di offerta vacanza relativamente recente ma che si dimostra in continua ascesa in tutta Italia. secondo gli ultimi rilevamenti ISTAT, risalenti al 2010, sono oltre 16.000 le aziende agrituristiche italiane in cui è possibile alloggiare per una vacanza fuori porta, per un fatturato di 1,17 miliardi di euro registrato solo nel 2012.

Otranto è uno dei nodi focali del turismo salentino, al secondo posto tra i comuni salentini per numero di visitatori secondo i dati pubblicati dalla Provincia di Lecce; è inoltre una realtà in continua crescita, insignita da riconoscimenti da parte di UNESCO (il borgo di Otranto è stato dichiarato Patrimonio Culturale dell’Umanità) e Legambiente (5 vele blu nel 2013).

Accanto alle attrattive di carattere balneare e artistico, la città ha articolato strutture nello spazio rurale, sfruttando sia gli ampi spazi presenti intorno al centro urbano e sia una storia fortemente incentrata sulla vita della masseria, spina dorsale del sistema economico contadino locale.

Il Salento ha ampliato il proprio impeto turistico traendo linfa vitale da quelle che sono le proprie eccellenze e peculiarità. Il barocco è l’emblema dell’arte leccese, la pizzica è un trascinante turbinio di ritmica ma anche espressione intensa di identità e appartenenza, la gastronomia locale vive un’epoca aurea, grazie a una rivalutazione in chiave biologica e ambientale avvenuta in relazione a prodotti che un tempo erano considerati poveri.

Così, ogni agriturismo a Otranto diviene naturale conseguenza di questi fenomeni, a cui si aggiunge la lungimiranza di enti governativi pronti a sostenere anche finanziariamente i progetti virtuosi e capaci di offrire un contributo al tessuto salentino.

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