I siti archeologici di Ostuni

Ostuni, una delle città più caratteristiche e note della Puglia, in estate risplende del sole che si rifrange sulle pareti bianche del suo profilo urbano e le acque cristalline che schermano la costa. Hotel, residence e b&b Ostuni, tra luglio e agosto si riempiono, accogliendo visitatori provenienti da tutto il mondo, ansiosi di scoprire le fascinazioni della Città Bianca, dei suoi borghi e delle sue coste. Ma Ostuni non è solo questo, è anche un punto di riferimento archeologico di significativa importanza, ricco di storia, cultura e narrazioni antiche da raccontare attraverso i suoi siti.

Il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D’Agnano

A due chilometri dal centro abitato sorge il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D’Agnano, centro di riferimento principale dell’archeologia ostunese. Dal 1987, ospita scavi archeologici di significativa rilevanza, all’interno di un’area che si estende per circa 13 ettari.

Il rinvenimento più importante è rappresentato dalla grotta che ospita la Donna di Ostuni, scheletro risalente a oltre 25.000 appartenuto ad una donna gravida e reperto di importanza cruciale.

Il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia meridionale

Nei pressi del parco e inaugurato nello stesso anno (1991), sorge il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia meridionale, al cui interno è custodita la Donna di Ostuni. Con il passare del tempo e della rilevanza assunta dal museo, sempre più reperti rinvenuti in tutta l’area delle Murgia sono stati introdotti all’interno della struttura, che oggi conta reperti risalenti fino a 30 mila anni fa.

il dolmen di Montalbano

Nei pressi di Fasano, a pochi chilometri da Ostuni, si erge il dolmen di Montalbano, frazione del comune pugliese. Conosciuto anche come “tavola dei Paladini”, il megalite risale al II-III millennio a. C. (Età del Bronzo) e rappresenta una testimonianza inestimabile dei primi presidi che, già in quell’epoca, si stabilirono al sud della Puglia.

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